Lavori pubblici edilizia

Sollevare il basso profilo di Torino?

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foto archivio sito web La Stampa

Ieri sera abbiamo assistito al dibattito riportato nel titolo, presso il Teatro dei Ragazzi in corso G. Ferraris a Torino, che è un bell'edificio ristrutturato a fini sociali. Punto di demerito il caldo eccessivo e le sedie veramente scomode, saranno state pensate a misura di... ragazzo?
Il tema riguardava i futuri grattacieli di Torino e l'incontro è stato organizzato da l'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino.
Vi erano diversi relatori, a partire da Renzo Piano, l'architetto che ha progettato uno dei grattacieli che è intervenuto con una intervista registrata. Ha detto chiaramente che non vedrebbe il futuro di Torino svilupparsi in altezza tramite i grattacieli ma come a Londra, è necessario un ampio dibattito e le scelte vanno condivise con i cittadini, bisogna valutare caso per caso.
L'assessore Viano all’urbanistica della città di Torino ha espresso il punto di vista dell'amministrazione pubblica, punto di vista difficile da capire, un tipico discorso da politico senza né capo né coda, come quelli a cui si può assistere in televisione. Forse a causa della mia ignoranza sull'argomento ma amici architetti che hanno studiato ben più di me si guardavano stupiti esclamando:"Ma che sta dicendo?" Sarà stata la platea timida ma dopo il suo primo intervento non vi è stato alcun applauso.
Il moderatore e conduttore della nota trasmissione di RAI3 Ambiente Italia, Beppe Rovera, che nonostante il copioso raffreddore ha simpaticamente condotto il dibattito, ha poi passato la parola a Luca Mercalli, meteorologo. Mercalli ha proiettato alcune immagini sullo schermo, mostrando l'aumento di temperatura previsto a causa dei cambiamenti climatici, il picco del petrolio, il tetto di casa sua con i pannelli solari per l'acqua calda e i fotovoltaici per produrre energia elettrica. Mercalli ha chiesto una verifica dei costi energetici della costruzione dei grattacieli soprattutto pensando ai prossimi decenni, perché petrolio ve ne sarà sempre meno, costerà sempre di più, dobbiamo assolutamente diminuire le emissioni di CO2 in atmosfera per contrastare l'effetto serra.
Andrea Moro, presidente iiSBE Italia, ci ha detto che il grattacielo della Regione Piemonte progettato da Fuksas, è sotto esame tramite il Green Building Challenge, un sistema di valutazione per dare una pagella all'edifico dal punto di vista energetico-ambientale, da quando si costruisce a quando sarà in esercizio, tenendo conto anche dei consumi d'acqua ecc.
Ricordo ancora l'intervento della scrittrice Stefania Bertola che ha fatto la parte dei cittadini, coloro che non sono dei tecnici ed esperti ma alla fine dovranno convivere per il resto della loro vita con questi grattacieli, comunque vada. Ha espresso il disagio che in un momento in cui tutti noi siamo impegnati a fare la raccolta differenziata, a usare di meno l'auto, a vivere in modo più semplice, i grattacieli rappresentino un modo vecchio di esprimere la modernità.
Guido Montanari, docente di Storia dell’Architettura Politecnico di Torino e che è uno dei promotori del comitato "non grattiamo il cielo di Torino", cioè contro i grattacieli, ha detto chiaramente il suo pensiero, "non sono contrario ai grattacieli, sono contrario ai grattacieli qui, in questo momento, a Torino", spiegando i problemi urbanistici, paesaggistici, storici che si verrebbero a creare.

Vi sono stati parecchi altri interventi di professori universitari, esperti di non so cosa, un sindacalista ma la cosa che più mi ha colpito è la mancanza di presa di posizione. Poi si può anche cambiare idea a fronte di nuove valutazioni ma perché non dire "in questo momento sono a favore oppure sono contrario"? Forse per paura di inimicarsi la potente banca, il S.Paolo? Forse per paura di un grande costruttore come Ligresti?
Questo mi fa essere malizioso, ma allora i poteri forti esistono, non sono invenzioni di Marco Travaglio e di tutte quelle persone che cercano di fare un informazione vera.

Nel complesso il dibattito è durato quasi tre ore ed è stato interessante, mi auguro che ve ne siano altri e dove i cittadini possano esprimere pareri e soprattutto decidere della loro città, non che queste rivoluzioni del tessuto cittadino vengano prese nei salotti buoni di Torino e noi ci ritroviamo la cosa già fatta. Ricordo l'esperimento oramai consolidato da 15 anni di democrazia deliberativa a Porto Alegre in Brasile, una città da 1,3 milioni di abitanti, non certo un villaggio.

L'inceneritore del Gerbido

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Ecco qui una mappa con la direzione dei venti prevalenti, per vedere il dettaglio dei vari mesi, cliccate sul simbolo dell'inceneritore, non a caso un focherello di colore rosso.
Sono dati statistici ma così possiamo sapere, mediamente, dove andranno a  cadere le polveri ultrafini, le diossine, i furani e chissà quant'altro.
 Qui il link alla mappa

Grattacielo Sanpaolo

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La costruzione del grattacielo, destinato al nuovo centro direzionale del gruppo bancario IntesaSanpaolo, sta diventando, sempre più il fulcro, su cui ruotano la maggior parte delle discussioni pubbliche, che si tengono a Torino.

Al concorso, sono stati invitati progettisti di livello internazionale, ovvero Hiroshi Hara, Carlos Lamela, Daniel Libeskind, lo studio MVRDV, Dominique Perrault e Renzo Piano. E, quest'ultimo è colui che realizzerà la costruzione. I dati, sono presto detti. L'area di pertinenza, appartenente a Spina 2, sulla quale si ergerà il grattacielo, è di circa 7ooo metri quadri, ed è localizzata tra C.so Vittorio, C.so Inghilterra e via Cavalli. Praticamente vicino il nuovo Tribunale, e davanti alla stazione di Porta Susa, che diventerà la stazione principale di Torino. L'altezza del grattacielo, prevista, in prima istanza, a 150 metri, al momento, è data a 218 metri, per una superficie lorda complessiva di 50.000 metri quadri. Il costo della costruzione, è tra i 300 ed i 400 milioni di euro.

Ma verso dove, ci sta portando la discussione ? La direzione verso cui, ci siamo avviati, è puramente estetica! Adesso, non dico, che il discorso estetico non sia importante. Però, non si può negare, che questo tipo di discorso non porta da nessuna parte, in quanto alla fine ci sarà sempre qualcuno che dirà che è bello e qualcuno che dirà che è brutto. La vera domanda dovrebbe essere, in realtà, che cosa nasconde questa querelle ?

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