Economia

Un aiuto alla Decrescita

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I nostri comportamenti individuali sono fondamentali per ridurre l'inquinamento ed i rifiuti.
Molte persone oramai fanno attenzione all'uso dell'automobile, ai prodotti che acquistano.
I rifiuti sono un problema che va affrontato sin dall'inizio della catena produttiva, va bene differenziare, riciclare ma i risultati migliori li si ottengono producendone meno.
Questa che farò è una pubblicità gratuita a favore di un prodotto che ho scoperto da poco, mi sembra giusto evidenziare imprese che fanno qualcosa di buono per tutti noi.

Un semplice spazzolino da denti, i dentisti consigliano di cambiarlo almeno ogni tre mesi, è diventato una fonte d'inquinamento notevole. I manici sono in plastica bicomponente, una parte è morbida per favorirne la presa quando è bagnato. Le setole non sono tutte uguale ma differenziate nel materiale in modo da favorire la pulizia dei denti ed il massaggio delle gengive.
Un oggetto del genere NON è riciclabile, o va in discarica o negli inceneritori.
Pertanto un plauso all'azienda Spazzolificio Piave S.p.A. che è famosa per gli spazzolini da denti della linea Silver Care. Hanno un rivestimento in argento nella testina che a contatto con l'acqua sprigionano ioni che abbattono la carica batterica.
Secondo me la cosa migliore è la testina intercambiabile, si butta solo quella quando le setole non sono più efficienti invece che uno spazzolino intero!
La confezione originale ha lo spazzolino completo ed un ricambio, poi si trovano delle scatoline con due testine di ricambio ognuna.
Ricapitolando:

  • Riduzione del rifiuto
  • Prodotto in Italia e dunque filiera corta nella distribuzione
  • Costo contenuto

Sollevare il basso profilo di Torino?

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foto archivio sito web La Stampa

Ieri sera abbiamo assistito al dibattito riportato nel titolo, presso il Teatro dei Ragazzi in corso G. Ferraris a Torino, che è un bell'edificio ristrutturato a fini sociali. Punto di demerito il caldo eccessivo e le sedie veramente scomode, saranno state pensate a misura di... ragazzo?
Il tema riguardava i futuri grattacieli di Torino e l'incontro è stato organizzato da l'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino.
Vi erano diversi relatori, a partire da Renzo Piano, l'architetto che ha progettato uno dei grattacieli che è intervenuto con una intervista registrata. Ha detto chiaramente che non vedrebbe il futuro di Torino svilupparsi in altezza tramite i grattacieli ma come a Londra, è necessario un ampio dibattito e le scelte vanno condivise con i cittadini, bisogna valutare caso per caso.
L'assessore Viano all’urbanistica della città di Torino ha espresso il punto di vista dell'amministrazione pubblica, punto di vista difficile da capire, un tipico discorso da politico senza né capo né coda, come quelli a cui si può assistere in televisione. Forse a causa della mia ignoranza sull'argomento ma amici architetti che hanno studiato ben più di me si guardavano stupiti esclamando:"Ma che sta dicendo?" Sarà stata la platea timida ma dopo il suo primo intervento non vi è stato alcun applauso.
Il moderatore e conduttore della nota trasmissione di RAI3 Ambiente Italia, Beppe Rovera, che nonostante il copioso raffreddore ha simpaticamente condotto il dibattito, ha poi passato la parola a Luca Mercalli, meteorologo. Mercalli ha proiettato alcune immagini sullo schermo, mostrando l'aumento di temperatura previsto a causa dei cambiamenti climatici, il picco del petrolio, il tetto di casa sua con i pannelli solari per l'acqua calda e i fotovoltaici per produrre energia elettrica. Mercalli ha chiesto una verifica dei costi energetici della costruzione dei grattacieli soprattutto pensando ai prossimi decenni, perché petrolio ve ne sarà sempre meno, costerà sempre di più, dobbiamo assolutamente diminuire le emissioni di CO2 in atmosfera per contrastare l'effetto serra.
Andrea Moro, presidente iiSBE Italia, ci ha detto che il grattacielo della Regione Piemonte progettato da Fuksas, è sotto esame tramite il Green Building Challenge, un sistema di valutazione per dare una pagella all'edifico dal punto di vista energetico-ambientale, da quando si costruisce a quando sarà in esercizio, tenendo conto anche dei consumi d'acqua ecc.
Ricordo ancora l'intervento della scrittrice Stefania Bertola che ha fatto la parte dei cittadini, coloro che non sono dei tecnici ed esperti ma alla fine dovranno convivere per il resto della loro vita con questi grattacieli, comunque vada. Ha espresso il disagio che in un momento in cui tutti noi siamo impegnati a fare la raccolta differenziata, a usare di meno l'auto, a vivere in modo più semplice, i grattacieli rappresentino un modo vecchio di esprimere la modernità.
Guido Montanari, docente di Storia dell’Architettura Politecnico di Torino e che è uno dei promotori del comitato "non grattiamo il cielo di Torino", cioè contro i grattacieli, ha detto chiaramente il suo pensiero, "non sono contrario ai grattacieli, sono contrario ai grattacieli qui, in questo momento, a Torino", spiegando i problemi urbanistici, paesaggistici, storici che si verrebbero a creare.

Vi sono stati parecchi altri interventi di professori universitari, esperti di non so cosa, un sindacalista ma la cosa che più mi ha colpito è la mancanza di presa di posizione. Poi si può anche cambiare idea a fronte di nuove valutazioni ma perché non dire "in questo momento sono a favore oppure sono contrario"? Forse per paura di inimicarsi la potente banca, il S.Paolo? Forse per paura di un grande costruttore come Ligresti?
Questo mi fa essere malizioso, ma allora i poteri forti esistono, non sono invenzioni di Marco Travaglio e di tutte quelle persone che cercano di fare un informazione vera.

Nel complesso il dibattito è durato quasi tre ore ed è stato interessante, mi auguro che ve ne siano altri e dove i cittadini possano esprimere pareri e soprattutto decidere della loro città, non che queste rivoluzioni del tessuto cittadino vengano prese nei salotti buoni di Torino e noi ci ritroviamo la cosa già fatta. Ricordo l'esperimento oramai consolidato da 15 anni di democrazia deliberativa a Porto Alegre in Brasile, una città da 1,3 milioni di abitanti, non certo un villaggio.

Vado al minimo

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Il 3 dicembre a Rivalta vi è stata la presentazione del progetto dell'Associazione Vado al Minimo.

Il presidente Fabrizio Zandonati ha illustrato le tematiche dell'associazione che intende fare un percorso insieme ai cittadini, ai comuni, alle industrie, in modo da cambiare le nostre abitudini di consumo e renderle compatibili con il risparmio energetico e la conservazione ambientale. Per potervi aderire erano necessarie delle caratteristiche minime, ad esempio per i comuni vi deve essere almeno il 50% di Raccolta Differenziata di rifiuti.

Il comune di Rivalta ha aderito al progetto, verrano coinvolte dalle 20 alle 30 famiglie. Vi saranno 8 incontri, uno al mese, dove in un confronto continuo impareranno a vivere in modo diverso ma senza diminuire il proprio tenore di vita o fare rinunce particolari (ad esempio rimettersi a bere l'acqua del rubinetto). Curatrice del progetto sarà Dalma Domenighini già impegnata da anni nei Bilanci di Giustizia.

Durante la serata vi è stata la proiezione del film presentato poche settimane fa al Festival Cinemambiente di Torino dal titolo "A crude awakenig - oil crash" sul picco del petrolio ed il conseguente diminuzione delle scorte disponibili.

Il progetto Vado al Minimo è simile a quello presentato qualche settimana fa alla Cascina Roccafranca di Torino dal nome "da consumatore a cittadino".

Meglio così, più se ne parla e si sensibilizzano le persone, meglio è.

 

Jungo: la rivoluzione del traffico automobilistico

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Il traffico soffoca le città non solo dal punto di vista atmosferico ma anche con la sua invadenza nelle strade sempre più pericolose per pedoni e ciclisti.
Il costo di un auto non è solo nell'acquisto ma anche negli anni successivi, con la manutenzione.
Gran parte delle auto che vediamo circolare hanno un solo occupante, masse di metallo e plastica che spostano aria a dei costi altissimi!
Così qualcuno ha avuto l'idea di unire il car-pooling, il car-sharing e l'autostop inventando il sistema JUNGO.
Sfruttando il traffico già esistente ed aderendo al sistema, si riceve una card con cui ci si fa riconoscere dall'autista dell'auto che si è fermata, al termine del percorso l'autista riceve un buono come rimborso chilometrico.
La centrale operativa interviene per garantire la sicurezza del guidatore e del richiedente il passaggio.
Da non dimenticare l'aspetto sociale del progetto, permettendo di conoscere persone nuove.
E' necessario raggiungere una massa critica di aderenti per ogni zona che viene stimata nell'1% delle auto circolanti.
Molto di più potrete leggere nell'interessante sito e se mai, decidere di aderire al progetto :-).

Circuito TalenTO

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Il progetto ha innanzi tutto uno scopo etico e si propone di valorizzare la produzione e il consumo di beni locali attraverso un circuito di scontistica spendibile. Tale progetto è gia attivo in diverse città italiane tra cui Roma e Napoli.

In pratica si tratta di creare una moneta complementare che contrasti la perdita del potere d'acquisto dei cittadini,vertiginosa con l'introduzione dell'Euro e di creare un circuito solidale all'interno del quale il TalenTO affiancherà l'Euro.

Commercianti e professionisti Associati saranno inseriti in una lista pubblica e dichiareranno la percentuale di buoni TalenTO che accetteranno come forma di copertura dello sconto applicato (ad esempio 80% in euro e 20% in buoni TalenTO), la pubblicazione sul sito web dell'associazione e su apposito elenco denominato “pagine Auree” permetteranno una maggiore visibilità nei confronti degli Associati consumatori, anche non immediatamente limitrofi agli esercizi in questione.

I buoni TalenTO acquisiti non sono uno sconto statico che il negoziante applica a fini pubblicitari, ma uno Sconto ChE Cammina, o SCEC e quindi riutilizzabili presso tutti gli esercizi e professionisti che aderiscono al circuito e che a loro volta li accetteranno come parte del pagamento per merci e servizi.

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