Grattacielo Sanpaolo
La costruzione del grattacielo, destinato al nuovo centro direzionale del gruppo bancario IntesaSanpaolo, sta diventando, sempre più il fulcro, su cui ruotano la maggior parte delle discussioni pubbliche, che si tengono a Torino.
Al concorso, sono stati invitati progettisti di livello internazionale, ovvero Hiroshi Hara, Carlos Lamela, Daniel Libeskind, lo studio MVRDV, Dominique Perrault e Renzo Piano. E, quest'ultimo è colui che realizzerà la costruzione. I dati, sono presto detti. L'area di pertinenza, appartenente a Spina 2, sulla quale si ergerà il grattacielo, è di circa 7ooo metri quadri, ed è localizzata tra C.so Vittorio, C.so Inghilterra e via Cavalli. Praticamente vicino il nuovo Tribunale, e davanti alla stazione di Porta Susa, che diventerà la stazione principale di Torino. L'altezza del grattacielo, prevista, in prima istanza, a 150 metri, al momento, è data a 218 metri, per una superficie lorda complessiva di 50.000 metri quadri. Il costo della costruzione, è tra i 300 ed i 400 milioni di euro.
Ma verso dove, ci sta portando la discussione ? La direzione verso cui, ci siamo avviati, è puramente estetica! Adesso, non dico, che il discorso estetico non sia importante. Però, non si può negare, che questo tipo di discorso non porta da nessuna parte, in quanto alla fine ci sarà sempre qualcuno che dirà che è bello e qualcuno che dirà che è brutto. La vera domanda dovrebbe essere, in realtà, che cosa nasconde questa querelle ?
Perché dico questo. Perché ogni singola costruzione o trasformazione che avviene sul territorio comunale, non può avvenire senza che il piano regolatore lo preveda, e, nel caso in cui ciò avvenga, deve essere approvata apposita modifica o variante, che è quello che deve accadere per la realizzazione del grattacielo. La conseguenza di ciò, è che la vera battaglia, che viene fatta tra chi vuole il grattacielo e chi non lo vuole, ha, probabilmente, come finalità ultima, la possibilità di poter partecipare, in modo significativo, al processo di modifica dello stesso. E se si tiene presente che il piano di Torino è in scadenza... anche il lettore che è a digiuno di nozioni urbanistiche e di governance della città, può comprendere benissimo qual'è la posta che è in gioco.
Quindi, se si decide di appoggiare un gruppo politico per la battaglia pro o contro la realizzazione di un manufatto edilizio, bisogna, prima di tutto, chiedersi dove, e a che cosa, quei politici stanno puntando. Dico questo, perché la realizzazione del gattacielo, non è una banalità, all'interno del processo di trasformazione della città, al contrario, all'interno delle trasformazioni di Spina 2, è sicuramente un nodo principale. Di conseguenza, avere la forza di bloccarla o anche solo di modificarla, significa, acquisire diritti di veto o anche solo di consultazione sulle prossime scelte. E, appunto, quello che questi politici non dicono, è che cosa ci vogliono fare con questi diritti, quali sono le politiche che porteranno avanti e, soprattutto, quali sono le lobby che appoggeranno o da cui riceverenno appoggio.
Nel prossimo articolo, cercherò di spiegarvi quali sono le dinamiche che girano attorno al piano regolatore, e, soprattutto, che cos'è un piano regolatore.
