"Le ragioni dell'aragosta" di Sabina Guzzanti

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Cosa si fa tra amici la domenica? si va al cinema!
E come si sceglie il film che garbi a tutti? Si guarda in giro e si vede una lista di filmoni americani, disegni animati, film d'essai... finchè si taglia corto, si va sul blog di Sabina Guzzanti e si scopre che proprio quella domenica lì

lei e Francesco Loche presenzieranno al dibattito a seguito della proiezione del nuovissimo film "Le ragioni dell'aragosta". Non c'è neanche da discutere e in fretta e furia si corre alla proiezione.
L'unico dubbio è sulla sala del cinema: andare ai Fratelli Marx ci renderà marxisti agli occhi dei mass media? Dopo il V-day ne dicono così tante che essere marxisti o fascisti come dicono ci permette di liquidare il problema: chi se ne frega! (allego allegro pernacchione).
Arriviamo in una via in festa e prendiamo posto curiosi perchè un altro "W Zapatero" non si può mica ripetere. E infatti.

"Le Ragioni dell'Aragosta" è un film sorprendente, una storia di amici, una storia di impegno politico, di partecipazione e di fantasia. Sabina Guzzanti, regista, sceneggiatrice e interprete riesce a creare qualcosa visto raramente, portandoti con mano per un cammino per poi dirti "quello che hai visto non esiste ma potrebbe se lo vuoi". Il che ne fa una fata a tutti gli effetti.
E' vulcanica, certamente: d'altra parte mescolare Avanzi con le lotte FIAT con le aragoste e con dei bellissimi racconti intimi dei vari personaggi non è cosa da poco, eppure ci riesce con una semplicità che è strepitosa.
Non aggiungo altro perchè se non lo avete visto vi toglierei dei gusti nuovi e freschi e mi sentirei un vero bastardo.

Arriviamo invece al dibattito, che è stato viziato dalla presenza di spettatori che hanno visto il film e i nuovi arrivati che ancora lo dovevano vedere. E intanto ecco arrivare Sabina Guzzanti e Francesco Loche....che fare? Abbiamo avvisato del problema, per evitare lo scontento degli ignari e da lì son partite alcune domande sul film molto generiche, che peccato! e da se il dibattito si è spostato sul V-day. Giuro che non siamo stati noi a parlarne.
Prima impressione: anvedi quanti hanno partecipato al Vday! Già solo in sala si alzano diverse mani di chi ha vissuto quella bellissima giornata di cittadinanza. Ma altrettanto importante e interessante è stato un intervento di una signora con i suoi buoni anni vissuti che del V-day è preoccupata perchè le ricorda anni bui per la democrazia. Non possiamo non tenerne conto, anche se la sensazione della signora è basata sulle informazioni dei massmedia e urta con la realtà vissuta l'8 settembre, è necessario tener contro di un aspetto: la differenza della realtà e della percezione della realtà. Che detto da me, cresciuto civicamente da un fenomeno di Rete, è tutto dire. Ma sono voci da ascoltare con attenzione e non accantonare.

Sabina termina e riusciamo a stare un po' con lei fuori da cinema e mentre Loche racconta che non solo non è sparito ma fa molte cose al cinema e teatro ma si muove in ambiti più liberi e sperimentali, ci ritroviamo ad ascoltare la splendida Guzzanti che ci ringrazia e ci dice di continuare così. LEI ringrazia NOI. Ma anche viceversa.

Non l'ho detto prima ma il film trasmette un messaggio profondo di SPERANZA al di là delle difficoltà che si incontrano a provare a fare qualcosa per cambiare in meglio la società. Credo che dall'8 settembre che piaccia o no moltissimi esseri umani senza etichette abbiano ritrovato quello che la politica non riesce più a dare: la fiducia nel futuro attraverso le persone del presente.

Riprendiamo la via di casa dopo una domenica tra amici. Felici.

Andrea Sacco